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IL CONSIGLIO DI STATO, SU RICORSO DELLA FEDERBIOLOGI, SANCISCE LA FINE DEL DECRETO 170/2013 SULLA RESTITUZIONE DELLE SOMME DA PARTE STRUTTURE

COME DA SEMPRE SOSTENUTO, LA MATERIA DEL CONTENDERE SI FONDA SU NULLA . PER TALE MOTIVO ABBIAMO SEMPRE RIFIUTATO OGNI FORMA DI TRANSAZIONE PROPOSTA ED ORA, DOPO LE DUE SENTENZE DEL CGA SICILIA, RIGUANDANTI LA NULLITA’ DEGLI ATTI DI RICHIESTA DELLE SOMME EX 170/2013 DELLE AA.SS.PP DI MESSINA ED AGRIGENTO,SU RICORSO DELLO STUDIO PENSABENE LIONTI E CITDS, ARRIVA IL PRONUNCIAMENTO, SU RICORSO DELLA FEDERBIOLOGI, DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO.

DI SEGUITO IL COMUNICATO FEDERBIOLOGI

COMUNICATO FEDERBIOLOGI

LA FINE DI UN INCUBO

Oggetto: Recuperi tariffari ex DA 170/2013. Esito giudizi iscritti ai numeri 1276/2019 e 1279/2019 R.G. del Consiglio di Stato aventi ad oggetto l’impugnazione delle sentenze del TAR Lazio che avevano rigettato i ricorsi avverso i provvedimenti normativi con cui la Regione Sicilia ha recepito il Tariffario “Bindi Turco” e lo sconto tariffario e introdotti i recuperi tariffari dal 1° Gennaio 2007 al 31.05.2013.

La Federbiologi ha il piacere di comunicare a tutti gli iscritti (e non), che finalmente dopo 14 anni di travagliate vicende giudiziarie può definitivamente dirsi “conclusa” la annosa questione legata ai cd “recuperi tariffari ex DA 170/2013”, ed ai tanti tentativi dell’Assessorato regionale alla salute e delle aziende Sanitarie provinciali Siciliane di procedere al recupero delle maggiori somme erogate dalle Asl Siciliane alle strutture private convenzionate in applicazione del più remunerativo tariffario regionale, sulla base degli sconti e del ripristino del Tariffario Bindi, previsti dalla legge finanziaria per l’anno 2007.

Con le sentenze depositate il 24.06.2021, di portata indubbiamente “epocale” per il risultato ottenuto, anche per il peso di tantissimi precedenti negativi dei Tribunali Amministrativa e del CGA, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il DA n. 170/2013, con il quale l’Assessorato della salute, come accennato, ha ripristinato con effetto retroattivo i valori tariffari di cui al decreto assessoriale n. 1977 del 28 settembre 2007, disponendo, per l’effetto, la restituzione da parte delle strutture sanitarie di tutte le somme percepite “indebitamente” dal 2007 sino al 31 maggio 2013 “E’ INVALIDO PER AVERE L’ASSESSORATO ALLA SALUTE DISPOSTO CON ESSO IL RIPRISTINO ( CON DECORRENZA DAL 2007) NELLA REGIONE SICILIA DEL TARIFFARIO BINDI-TURCO E L’APPLICAZIONE DELLO SCONTO ANCHE PER IL PERIODO SUCCESSIVO ALLA ANNUALITA 2010 E SINO AL 31 MAGGIO 2013, OVVERO BEN “OLTRE IL PERIODO DI EFFICACIA DELLE MISURE DI RISPARMIO, FINALIZZATE, APPUNTO A GARANTIRE IL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI E LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI FINANZA PUBBLICA PER IL (SOLO) TRIENNIO 2007-2009”.

Ed invero, con le citate pronunce (le uniche con esito favorevole per le strutture siciliane convenzionate con il SSR), il Supremo organo di Giustizia Amministrativa – condividendo le “critiche” mosse -al decreto de quo- dalle strutture Appellanti, con a capo Federbiologi Sicilia – ha statuito che: con il DA 170/2013 “ (…) nell’esercitare il suo potere “ripristinatorio”, l’Assessore regionale non ha tenuto conto del fatto che la fonte del regime tariffario ripristinato (ovvero il cd “tariffario Bindi -Turco”) in chiave retroattiva aveva perso, a decorrere dal 2010, la sua efficacia, limitata, come si è detto innanzi, al triennio 2007/2009 (…) L’invalidità, sotto il profilo esaminato, del D.A. n. 170/2013 assume rilievo in virtù del carattere sostanzialmente ricognitivo del provvedimento, fondandosi esso sul presupposto – erroneo, come si è detto – della perdurante vigenza del regime tariffario previsto dalla l. n. 796/2006 e dal Piano di rientro per la Regione Siciliana valido per il triennio 2007 – 2009 ( tariffario Bindi -Turco) oltre il periodo di efficacia delle misure di risparmio, finalizzate, appunto a garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il (solo) triennio suindicato”.

Ed ancora il Consiglio di Stato ha chiarito che “Risulta evidente, dunque, ad un più approfondito esame proprio della fase di merito, il carattere “transitorio” dell’articolo 1, comma 796, lettera o), e l’efficacia “temporalmente limitata” degli sconti imposti (Corte Cost., 2 aprile 2009, n. 94), che in ogni caso non può superare il termine del 31 dicembre 2008, previsto dal decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito in L. 28 febbraio 2008, n. 31. Tale interpretazione della normativa statale è stata fatta propria anche dalla sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III civ., n. 10582/2018, depositata in atti”.

E’ chiara dunque, la portata innovativa delle citate sentenze, che ponendo fine ad una diatriba durata oltre un decennio, hanno ormai definitamente acclarato la illegittimità dei procedimenti di recupero ex DA 170/2013 avviati dalle aziende sanitarie provinciali siciliane, prudenzialmente sospese dall’Assessorato, per tutta la categoria, in accoglimento delle istanze in autotutela presentate dalla Federbiologi e dai propri legali, che da sempre hanno sostenuto la tesi della illegittimità dell’applicazione delle tariffe oltre un limitato periodo e il ripristino delle stesse, ricorrendo prima al TAR Lazio e poi al Consiglio di Stato, territorialmente competenti in ragione dell’impugnazione del Piano di Rientro, quale atto presupposto dei DD.AA. n. 1945 e 1977 del 2007 ed ottenendo, finalmente, il risultato che Tariffario Bindi e sconti risultano applicabili solo per gli anni 2007 e 2008, stante che “il decreto legge n. 248/2007, convertito in legge 28 febbraio 2008, n. 31, ha disciplinato la “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria”, senza prorogare la disposizione sullo sconto forfettario previsto con la legge finanziaria del 2006, ed al contrario ha disciplinato, all’art. 8, l’aggiornamento delle tariffe, statuendo un termine massimo (il 31 dicembre 2008)” (pag. 33 della sentenza del Consiglio di Stato).

MA VI E’ DI PIU’

Dalla portata innovativa delle anzidette sentenze deriva, come ulteriore corollario il diritto delle strutture sanitarie a ripetere le somme già trattenute dalle Asp Siciliane in virtù dei recuperi (ex DA 170/2013) per il periodo successivo al 1 GENNAIO 2009 sino al 31 maggio 2013, nonché la ripetizione delle somme corrispondenti allo sconto tariffario applicato per il medesimo periodo.

In buona sostanza l’applicazione dei DD.AA. 1977 e 1945 del 2007, ritenuta legittima solo per gli anni 2007 e 2008, conferma l’applicabilità del tariffario Bindi e dello sconto tariffario solo per tale periodo, con la conseguenza che gli eventuali crediti relativi ai recuperi per tali annualità risultano ampiamenti compensati dai crediti delle strutture sanitarie per gli indebiti recuperi effettuati e sconti applicati nelle annualità successive.

A questo punto, ogni struttura sanitaria ricorrente o che ha proposto atto di intervento, nei giudizi in questione, può mettersi in contatto con i legali per gli approfondimenti volti alla rideterminazione dei rapporti dare-avere con le AA.SS.PP, in applicazione della sentenza del Consiglio di Stato e sulla base della posizione della singola struttura in relazione a decreti ingiuntivi passati in giudicato (che impediscono l’applicazione di sconto e Bindi anche per i periodo in cui sono stati ritenuti legittimi), nonché in relazione agli extrabudget maturati e ad eventuali recuperi subiti, oltre agli sconti indebitamente applicati dal 2009 in avanti.

Si fa rilevare che anche quelle strutture sanitarie che non hanno partecipato ai ricorsi promossi da Federbiologi e relativi alle sentenze sopra specificate, potranno beneficiare, medio tempore, delle sentenze ottenute da Federbiologi, in quanto l’annullamento del D.A. n. 170/2013 che ha introdotto i recuperi tariffari, dovrebbe avere efficacia, per cui, sempre previo approfondimento della posizione della singola struttura, potrà essere formulata all’ASP richiesta di revoca dei procedimenti di recupero avviati ed allo stato sospesi e l’instaurazione di un procedimento per la determinazione dei rapporti-dare avere.

Nei prossimi giorni chiederemo un incontro in Assessorato per gli approfondimenti del caso, nell’auspicio che le indicazioni del Consiglio di Stato possano essere prontamente recepite dalla Regione Siciliana e rappresentare l’occasione per discutere le problematiche prioritarie della categorie che meritano di essere affrontate e risolte, provando a fare a meno di contenziosi che spesso si rilevano incerti ed estenuati.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL MOVIMENTO 5 STELLE SULLE INCOMPATIBILITA’ DELL’ING. LA ROCCA

XVII Legislatura ARS
INTERROGAZIONE
N. 0000 – Chiarimenti in merito a presunti conflitti di interessi in capo
all’attuale Dirigente generale del Dipartimento pianificazione strategica presso
l’Assessorato regionale della Salute.
Destinatari: Al presidente della Regione, all’Assessore regionale per la salute.
PREMESSO CHE:
Con Decreto del Presidente della regione n. 711 del 16.02.2018 veniva conferito
l’incarico di Dirigente generale del Dipartimento pianificazione strategica
presso l’Assessorato regionale della Salute all’Ing. Mario La Rocca;
Ai sensi delle disposizioni della legge 6 novembre 2012, n. 190, il sopradetto
dirigente segnalava alla propria amministrazione situazioni di conflitto
d’interesse personale legate ad alcune attività di competenza del suo ufficio;
Con Decreto del Presidente della regione n. 588 del 28.08.2018, a seguito del
segnalato conflitto d’interesse del nominato Ing. La Rocca, veniva nominata la
Dr.ssa Letizia Di Liberti come sostituta Dirigente generale del Dipartimento
pianificazione strategica per l’adozione degli atti relativi ai procedimenti per
i quali ricorre il conflitto d’interesse.
RITENUTO CHE:
A seguito dell’inchiesta avviata dagli uffici della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Trapani sulla gestione dei dati dei pazienti positivi al
Covid-19, che hanno visto coinvolti i vertici dell’assessorato regionale della
salute, la Dr.ssa Di Liberti è stata sospesa dal servizio;
Ad oggi, l’Ing. La Rocca ricopre contemporaneamente il ruolo di Dirigente
generale sia del Dipartimento pianificazione strategica sia del Dipartimento per
le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico;
ATTESO CHE
Il doppio ruolo ricoperto dall’Ing. La Rocca desta perplessità alla luce del
Decreto del Presidente della regione n. 588 del 28.08.2018 in cui venivano
evidenziati potenziali conflitti d’interesse di questo ultimo in relazione a
procedimenti rientranti nelle competenze del ruolo dirigenziali coperto.
PER SAPERE
- Se le cause di conflitto d’interesse in capo all’Ing. La Rocca nello
svolgimento delle sue funzioni di Dirigente generale del Dipartimento
pianificazione strategica presso l’Assessorato regionale della Salute ad oggi
persistono ancora;
- Se, in caso di persistenza delle dette cause di conflitto d’interesse, queste
possano determinare profili di incompatibilità in capo all’Ing. La Rocca nello
svolgimento di Dirigente generale Dipartimento per le attività sanitarie e
osservatorio epidemiologico;
- Se in caso di incompatibilità dell’Ing. La Rocca è stato individuato altro
soggetto tra i quadri dirigenziali della Regione che possa ricoprire il ruolo di
Dirigente generale Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico.
FIRMATARI
SIRAGUSA
CAMPO, CAPPELLO, CIANCIO, DAMANTE, DE LUCA, DI CARO, DI PAOLA, MARANO, PASQUA,
SCHILLACI, SUNSERI, TRIZZINO, ZAFARANA, ZITO

INVIATA DAL CIMEST DIFFIDA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE A RIMUOVERE LA INCOMPATIBILITA’ IN CAPO ALL’ING. MARIO LA ROCCA, DIRIGENTE GENERALE DELL’ASSESSORATO ALLA SALUTE.

Spett. Signor Presidente della Regione
ed Assessore alla Salute “ad interim”
On. Avv. Sebastiano Musumeci

e.p.c.
spett. VI Commissione Sanità e Servizi Sociali
nella persona della Sig.re Presidente
On.Dott.ssa Margherita La Rocca Ruvolo

Oggetto: Decreto Presidente della Regione n° 588 de 28 agosto 2018
In merito al decreto in oggetto richiamato, lo scrivente Coordinamento Intersindacale della Medicina Specialistica di Territorio e le Organizzazioni ad esso afferenti, significano quanto segue.
Premesso che:
- Il decreto in oggetto accerta la incompatibilità, per eventuale conflitto di interessi dell’Ing. Mario La Rocca , Dirigente del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute, rispetto ad alcune attività ed atti conseguenti di competenza della Direzione Regionale dallo stesso diretta;
- Non viene specificato di quali atti e di quali attività si tratti;
- Per rimuovere tali incompatibilità viene nominata, limitatamente agli atti in questione, la Dott.ssa Maria Letizia Di Liberti, Dirigente del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, quale sostituta dell’Ing. Mario La Rocca;
- Successivamente la Dott.ssa Maria Letizia Di Liberti viene sospesa dall’incarico di Dirigente del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico;
- L’ing. Mario La Rocca ad oggi dirige il Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute, in assenza di un sostituto per le parti di incompatibilità accertate anche dal decreto in oggetto;
- L’Ing. Mario La Rocca è anche stato nominato Dirigente del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, in sostituzione della la Dott.ssa Maria Letizia Di Liberti, oggi sospesa.
Considerato che:
- Non viene specificato dal decreto quali siano gli atti e le attività oggetto della incompatibilità per eventuale conflitto di interessi;
- Che, nella situazione attuale, in assenza di sostituto, l’Ing. Mario La Rocca non sia in condizione di operare nella pienezza delle prerogative connesse al ruolo di Dirigente del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute;
- Che inoltre, l’Ing. Mario La Rocca, è anche stato nominato Dirigente del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico e che non è accertato che pari incompatibilità esistenti sul piano della programmazione strategica e finanziaria, esistano o meno anche sul piano sanitario e degli atti connessi a tale Dipartimento.
Ritenuto che quanto sopra possa portare alla paralisi di parte della attività delle due Direzioni e che, quantomeno per la Direzione Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute, non risulta ad oggi esservi alcun atto di sostituzione dell’ Ing. Mario La Rocca, con altro soggetto non incompatibile e pertanto siamo ripristinati i motivi di incompatibilità o di impossibilità ad operare,
Si diffida la S.V. in indirizzo ad operare tempestivamente per:
- La nomina del nuovo Dirigente del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico;
- La rimozione delle incompatibilità accertate dal decreto in oggetto, attraverso la rimozione dell’Ing. Mario La Rocca, o in alternativa la nomina di un soggetto idoneo alla sua sostituzione nelle materie, nelle attività e negli atti oggetto di incompatibilità dello stesso.
Alfine di piena chiarezza e trasparenza, si chiede di conoscere i motivi di incompatibilità “per potenziale conflitto di interessi”, che hanno portato alla adozione del Decreto n° 588 del 28 agosto 2018.
Ritenendo altresì che permanga la urgenza di un incontro, più volte richiesto e mai ottenuto (ultima richiesta tramite PEC accettata in data 8 aprile 2021), tra lo scrivente Coordinamento e l’Assessore, si reitera tale richiesta anche alla luce delle situazioni sopra esposte, che quali potrebbero provocare guasti proprio alla gestione della Medicina Specialistica di Territorio, in un momento di indispensabilità per i Cittadini e per i Pazienti Siciliani,
si chiede alla S.V.
un incontro urgente per affrontare le gravi problematiche esistenti anche in relazione alle modalità adottate nell’affrontare la emergenza pandemica.

Palermo 19 aprile 2021

Distinti saluti
Salvatore Piscitello AIPA Associazione Italiana Poliambulatori Accreditati
Salvatore Calvaruso ARDISS-FKT Associazione Regionale Delle Imprese Sanitarie Siciliane/FKT
Domenico Marasà CITDS Confederazione Italiana per la Tutela dei Diritti in Sanità
Francesco Salerno CROAT Coordinamento Regionale Odontoiatria Ambulatoriale di Territorio
Salvatore Gibiino SBV Sindacato Branche a Visita
Francesco Romano SIOD Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica

COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO INTERSINDACALE DELLA MEDICINA SPECIALISTICA DI TERRITORIO

COMUNICATO STAMPA
PALERMO 31 MARZO 2021

La bufera che ha investito la Sanità siciliana, le cui conseguenze rischiano di abbattersi sui Cittadini e sui Pazienti desta un senso di sgomento e forti preoccupazioni.
Sgomento e preoccupazione, ma non sorpresa, stante che più volte nelle sedi Istituzionali ed alle più Alte Istituzioni, nel corso dell’ultimo anno, proprio questo Coordinamento e le Organizzazioni di Categoria che ne fanno parte, ha chiesto la rimozione dei vertici dell’apparato burocratico assessorile per manifesta incapacità ed incompatibilità.
Ora è necessaria la massima trasparenza delle Istituzioni Sanitarie!
Ci auguriamo che la Magistratura faccia rapidamente luce sui fatti, affinchè non restino ombre sulle politiche sanitarie regionali ed in particolare su quelle contro il CoviD .
Bisogna recuperare autorevolezza e credibilità all’interno dell’Assessorato per non cadere nel caos e per non esporre a rischi gravissimi i Cittadini ed i Pazienti, in primo luogo rimuovendo le incompatibilità e conflitti, che rischiano di paralizzare il sistema.
La Medicina Specialistica Ambulatoriale Accreditata di Territorio, come lo è sempre stata, rimane a disposizione del SSR, dei Cittadini e dei Pazienti siciliani con le proprie 1800 Strutture disseminate sul territorio e con i suoi 12.000 Operatori, a garantire diagnosi e cure laddove la pandemia ha pressocché azzerato l’apporto degli Ambulatori Pubblici delle ASP e di molti Ospedali e rimane sempre disponibile a dare una mano forte nella azione contro il Virus, anche mettendo a disposizione le proprie Strutture, dotate dei requisiti di legge e di primo soccorso urgente, i propri Operatori Medici, Biologi, Odontoiatri ed Amministrativi gratuitamente nella azione indispensabile di vaccinazione dei Cittadini ed in quanto altro possa essere utile a vincere la guerra contro la pandemia
Salvatore Piscitello AIPA Associazione Italiana Poliambulatori Accreditati
Salvatore Calvaruso ARDISS-FKT Associazione Regionale Delle Imprese Sanitarie Siciliane/FKT
Domenico Marasà CITDS Confederazione Italiana per la Tutela dei Diritti in Sanità
Francesco Salerno CROAT Coordinamento Regionale Odontoiatria Ambulatoriale di Territorio
Salvatore Gibiino SBV Sindacato Branche a Visita
Francesco Romano SIOD Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica

DUE GRANDI VITTORIE (TAR E CGA) DEL CITDS E DELLO STUDIO DEGLI AVV.TI PENSABENE LIONTI IN MERITO 1) ALLA PRETESA DELLA REGIONE DI SOTTRARRE IL 5% DELLA DOTAZIONE ECONOMICA DEL 2019 ALLA EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI PER CURARE I PAZIENTI, PER DESTINARLA ALLE “PREMIALITA’(???) 2) IN MERITO ALLE MODALITA’ CON CUI LE ASP PRETENDONO DI RECUPERARE LE SOMME RELATIVE AL DA 170 DEL 2013.

ALLEGATO 1) comunicaro-tar-da-2087-2018
ALLEGATO 2) comunicato-cga-da-170-2013

IN ALLEGATO I COMUNICATI RELATIVI ALLE SENTENZE

Cari Colleghi,

per vincere le guerre bisogna combatterle sul campo!
Quando si immagina di fare la guerra seduti ad un tavolino (leggasi transazioni), SI PERDELA GUERRA, SI PERDE LA DIGNITA’ E SI PERDONO I SOLDI !!!

ANDIAMO AVANTI CON FORZA E CON SPERANZA…..!!!

Articolo de “LA REPUBBLICA” SULLA DIFFIDA DEL COORDINAMENTO INTERSINDACALE DELLA MEDICINA SPECIALISTICA DI TERRITORIO

di Giusi Spica

14 GENNAIO 2021

Laboratori e specialisti convenzionati contro la Regione: “Vaccinateci o vi denunciamo”

Gli specialisti convenzionati e i laboratori d’analisi diffidano ufficialmente la Regione e annunciano azioni legali
Lamentano di essere stati esclusi dalle categorie prioritarie, nonostante siano “in prima fila per la salute dei pazienti” e “in spregio alle indicazioni ministeriali”. Tagliati fuori dalla fase 1 delle vaccinazioni anti-Covid, come lo erano stati nella prima ondata per la distribuzione dei dispositivi di protezione da parte della Regione. Gli specialisti convenzionati e i laboratori d’analisi diffidano ufficialmente la Regione e annunciano azioni legali.
Una protesta scattata dopo la circolare della Regione che chiarisce l’ordine di priorità delle categorie da vaccinare entro marzo, inserendo gli odontoiatri – inizialmente esclusi dal target dei 141mila – e gli operatori dei laboratori d’analisi convenzionati, ma solo quelli attrezzati per ” processare” i tamponi molecolari, una trentina in Sicilia. “In questo momento – spiega Domenico Marasà, del coordinamento intersindacale Medicina specialistica del territorio – vengono vaccinati solo medici delle strutture convenzionate, ma non il resto del personale che è a stretto contatto con il paziente». In Sicilia sono 1.800 le strutture convenzionate, fra cui 650 laboratori e punti di prelievo. In campo ci sono 12mila operatori (4mila solo nei laboratori). “La specialistica convenzionata – dice Marasà – garantisce il 70 per cento di tutte le prestazioni ambulatoriali regionali. Non vaccinare questo personale significa esporre a un rischio di contagi pazienti e operatori”.
Nella diffida inviata formalmente al presidente della Regione, all’assessore, al presidente della commissione Salute all’Ars e a tutti i gruppi parlamentari di Sala d’Ercole, gli specialisti accreditati (medici cardiologi, ortopedici, fisiatri, neurologi, psichiatri, ginecologi radiologi , oculisti, endocrinologi , urologi, otorino- laringoiatri, biologi, odontoiatri, infermieri, fisioterapisti, logopedisti , tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio ad altri ancora) denunciano che “pur occupandosi ogni giorno di curare tutti i pazienti che soffrono perché affetti da molteplici patologie e che oggi stentano ad essere curati a causa dell’impegno delle strutture smbulatoriali dipendenti dalle Asp e dalle Aziende ospedaliere sul fronte del Covid-19, quando non addirittura chiuse, la categoria viene costantemente offesa e danneggiata dai comportamenti, spesso tradotti in atti, dei dirigenti dell’assessorato alla Salute”.
Sotto accusa ci sono in particolare i direttori dei due dipartimenti dell’assessorato, Maria Letizia Diliberti e Mario La Rocca, accusati di averli esclusi da ogni tavolo di confronto e di decisione, nonostante le ripetute richieste di convocazione da parte delle organnizzazioni sindacali: “In apparente risposta – accusa l’intersindacale – viene emanata dalla dottoressa in Economia e commercio, Maria Letizia Di Liberti, una circolare con cui si invia alle Asp ed ai soggetti responsabili la scheda di prenotazione delle vaccinazioni anti Covid-19, da cui, naturalmente, vengono escluse le strutture specialistiche accreditate e gli operatori che in esse, a stretto contatto con i Pazienti, operano”. Secondo i sindacati “in aperto spregio rispetto al Piano strategico di vaccinazione emanato dalla presidenza del consiglio dei ministri, dal ministero della Sanità con la collaborazione ed il supporto della Agenas”.
“Per quanto riguarda le strutture specialistiche ambulatoriali accreditate – continua la diffida -gli unici a potere fruire del vaccino sono i medici specialisti “come se le altre professionalità (infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia …etc, etc,), che operano con continuità a contatto stretto col Paziente non fossero necessitanti di vaccinazione alla stessa stregua dei Medici Specialisti”. Una discriminazione, insistono i denuncianti: “Di fatto un tecnico di radiologia, di laboratorio, un fisioterapista, per il dipartimento Attività sanitarie corre meno rischi di un operatore di cucina, delle pulizie o di un giardiniere”.
Strali anche verso Mario La Rocca, autore di una circolare in cui invita il commissario per l’emergenza Covid a sottoporre a test sierologico chi deve vaccinarsi: “Premesso che la metodica proposta, come già precedentemente segnalato dalle scriventi, è una metodica qualitativa e quindi non in grado di quantificare il corredo anticorpale – sottolineano i convenzionati – sarebbe utile che il commissario per la Emergenza Covi-19, che legge per conoscenza, si attivasse per verificare quanto meno la quantità disponibile e la scadenza dei kit in possesso del Crq (il laboratorio dove vengono conservati n.d.r.), onde evitare di vincolare la vaccinazione ad operazioni preventive non realizzabili”.
Per questo e altri motivi indicati nella diffida i laboratori chiedono di ritirare i provvedimenti e di essere convocati. “Una ulteriore mancata immediata risposta – è l’avvertimento finale – comporterà il necessario ricorso delle scriventi alle autorità competenti”.