-

QUANDO LA SANITA’ SI FA’ A COLPI DI SENTENZE

Se il segnale della crisi di un sistema lo danno la confusione, la sovrapposizione dei ruoli e delle funzioni e la possibilità da parte di Istituzioni terze non competenti e prive di conoscenze, di interferire con la programmazione di interi comparti, allora si può affermare con certezza che la Sanità Siciliana è in crisi profonda.

Oggi difatti sembra che qualsiasi atto amministrativo o legislativo che la riguardi viene, quasi puntualmente, stravolto e travolto dai Tribunali Amministrativi Regionali, al punto da far pensare che legislatori ed amministratori siano degli incapaci, non in grado di assolvere alle loro funzioni.

Così appare legittimo ogni intervento, da chiunque e per qualsiasi motivo proposto, che” ripristini” una legalità ed un equilibrio in punta di diritto.

Nulla importa se il “ripristino” obbedisca a logiche tutt’altro che equilibrate e giuste per chi dovrebbe fruire del servizio sanitario nel modo più efficace e produttivo di risultati.

È il caso dell’ultima performance del CGA siciliano che, con l’ennesimo intervento a gamba tesa rimette in discussione una norma, l’Art. 25 della Legge regionale n° 5 del 2009, che cercava di evitare il verificarsi di una pletora di strutture sul territorio, tale da rendere impossibile la erogazione del servizio ad un livello qualitativo accettabile, da parte di operatori storicamente presenti sul territorio, che per decenni hanno sostenuto l’onere della erogazione di prestazioni a tariffe che definire fuori da ogni logica e buon senso sembra un beffardo eufemismo.

Ma il problema delle tariffe non aggiornate da 15 anni, il CGA lo aveva già risolto in precedenza statuendo il loro dimezzamento !!!

Ora bisognava andare avanti punendo ulteriormente quei privilegiati figli primogeniti e preferiti di un sistema che considera figliastri i secondogeniti.

Ora bisognava fare giustizia. E GIUSTIZIA E’ FATTA !!!

Tutti dentro in questo” Circo Barnum”  che non deve avere regole e sostanza.

Tutti appresso alla diligenza che, se non si assalta, che diligenza è?

Ma la diligenza tutti non ce la farà a portarli, per cui qualcuno dovrà scendere .

E chi scenderà se non quelli privi di requisiti?

Chi se non quelli che non hanno l’elettrocardiografo di ultimissima generazione, o le segretarie, magari in minigonna, che ti accolgono con un sorriso a 56 denti facendoti scordare i 100 chilometri di viaggio che ti sei dovuto sorbire, visto che al tuo paese il Cardiologo non aveva l’elettrocardiografo di ultimissima generazione, o le segretarie, magari in minigonna, ma che l’ettrocardiogramma te lo faceva  senza costringerti al calvario della corriera.

Ma vuoi mettere la soddisfazione di entrare in un centro in cui ti basta prendere il numerino e non solo l’elettrocardiogramma puoi fare, ma tutto, proprio tutto, volendo anche la barba ed i capelli !

Anche non volendo !

Ma senza l’intervento provvidenziale del CGA e la lungimiranza di chi il Suo intervento ha procurato, come faresti tu, povero paziente di una infelice periferia ad andare a curarti una carie ed uscire con gli occhiali e l’apparecchio acustico nuovi ?

Si aprono nuovi orizzonti, scenari da sogno per la salute dei Cittadini, senza considerare la promozione turistica.

Ogni giorno le grandi città saranno invase da migliaia di pazienti, che, nell’attesa delle prestazioni , potranno visitarle, frequentarne i bar, i ristoranti ed i negozi.

Così riparte l’economia, la tanto agognata ripresa!

E dopo lo shopping…….tutti a fare gli esami !

Tutti sulla giostra………………… otorino, cardiologo , diabetologo, ginecologo.

Ginecologo ? ma io sono maschio ! ma si, ma che ti frega oggi non c’è più certezza, non si sa mai.

La nostra solidarietà, piena ed incondizionata và a tutti quei colleghi titolari di accreditamento di singola branca che entreranno nel sistema dei contratti , speranzosi di avere dato una svolta positiva alla loro attività, non immaginando in quale girone infernale si apprestano a cadere.

Non commetteremo l’errore di iniziare la guerra dei poveri, anzi se il prossimo fronte dovrà essere quello di impedire l’affermarsi di monopoli a colpi di sentenze, questa battaglia và sostenuta anche con il loro contributo ed anche nel loro interesse.

E se la partita da giocare dovrà essere giocata a colpi di requisiti, allora il primo requisito dovrà essere l’utilità territoriale della struttura, ancorata a bacini di utenza.

Per quanto riguada la Politica, essa ora dovrà fare una scelta da troppo tempo rinviata.

Dovrà scegliere tra la sanità del monopolio e del lucro e la Sanità Pubblica della Salute, dei Cittadini, vicina anche fisicamente alla Gente, in cui i Pazienti non siano numerini ed i requisiti specchietti per le allodole.

Nel secondo caso tutto l’appoggio  andrà dato per la progettazione di un sistema evoluto equilibrato e giusto.

nel secondo caso tutto l’appoggio noi daremo.