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PICCOLE CONSIDERAZIONI ……NE PARLIAMO DOMANI A CALTANISSETTA ALLE 16.00 ALL’HOTEL SAN MICHELE

Non è la prima volta che un nuovo Assessore si insedi e per mesi ignori la nostra Categoria.
La cosa desta però preoccupazione per il momento in cui ciò avviene.
Avremmo pensato che con tutto quello che sta avvenendo in danno della Specialistica Accreditata Esterna, che rischia di essere RASA AL SUOLO da una serie di provvedimenti e di comportamenti tenuti dall’Assessorato e dalle AA.SS.PP. negli ultimi anni, un Assessore non più “TECNICO” avrebbe avuto una certa premura ad incontrare le parti rappresentative della Categoria, quanto meno per avere un quadro della situazione quanto più completo possibile.
Invece, mentre gli Uffici assessoriali continuano la loro incessante opera di “PESTAGGIO” degli Specialisti Accreditati Esterni (per carità solo Esterni, gli Interni, a quanto pare, sono nati mondi dal peccato originale e, quindi non necessitano né di battesimo né di controlli ! ), nessuna nuova giunge dall’Assessore.
Nessuna branca si salva !
Così se per i Laboratori di Analisi si tratta di vere e proprie prove di “PULIZIA ETNICA”, le altre Branche Specialistiche, come la Cardiologia, la Fisiatria, la Odontoiatria e la Radiologia, oltre a continuare a produrre milioni di prestazioni gratuitamente (non si chiama indebito arricchimento, si chiama EXTRABUDGET), a turno vedono messo in discussione il diritto ad erogare prestazioni in virtù di quanto legge su Internet il Funzionario di turno (pare che qualcuno in Assessorato utilizzi Internet per accertarsi del valore clinico delle prestazioni !).
Pertanto risulta chiaro che la Categoria nel suo insieme dovrà darsi una mossa per far si che si riprenda un percorso interrotto e la cui interruzione conviene ad una parte sola, parte che certamente non è la nostra !
E che sia indispensabilità ed improcrastinabilità della ripresa del percorso è dovuta ad una serie di situazioni che vanno risolte pena il disfacimento del nostra settore.
E’ assolutamente necessaria una radicale revisione dell’assetto normativo in materia di riordino della rete territoriale delle strutture di laboratorio.
In questo settore è stato creato un sistema che lungi dal creare qualità, ha reso le Strutture ostaggio di norme confuse, incoerenti, disancorate da ogni logica e da ogni profilo di diritto.
Si è proceduto a creare un sistema di norme che hanno costretto strutture completamente diverse tra loro, con una storia gestionale diversa e spesso antitetica ad unirsi in aggregati nati non dalla voglia di migliorarsi, bensì dalla paura di essere costrette a chiudere dalla paventata immissione dell’obbligo di soglie minime di prestazioni impossibili da raggiungere per il 90% delle strutture esistenti.
Soglie minime nate non da una corretta analisi dei costi di gestione e quindi allineate con la esigenza di garantire qualità ai Pazienti fruitori delle prestazioni, ma dalla voglia di accentrare le gestioni in pochi soggetti controllabili facilmente anche, se non soprattutto dal punto di vista politico e clientelare.
Contemporaneamente, per essere certi che la manovra andasse a buon fine, invece di finanziare la ristrutturazione del settore, la Regione, attraverso l’Assessorato alla Salute, ha provveduto alla emanazione di norme su requisiti di struttura ed organizzativi i cui costi di impianto e di mantenimento sono talmente alti da non consentire a quasi nessuna struttura di reggere anche erogando un numero di prestazioni superiore alla soglia minima.
Chiaramente tali requisiti vengono verificati solo alle Strutture Accreditate Esterne !
La motivazione, purtroppo, fatta propria anche da alcune Istituzioni preposte ai controlli, sarebbe che le Strutture Ambulatoriali Pubbliche sono soggette ad autovalutazione dei requisiti e quindi abilitate, da apposito decreto regionale, a cantarsela e suonarsela da sole.
Ma non sembra che la norma preveda che i requisiti autovalutati non debbano rispondere ai requisiti di legge !
E chi verifica che sia così ? Se lo verificano loro stesse?
Ma non basta !
Dopo avere costretto un gran numero di strutture ad investire ingenti risorse ed a indebitarsi, il Ministero nel 2013 decide di sostituire il nomenclatore tariffario esistente con uno nuovo che remunera le prestazioni con un abbattimento di 40% .
Ci si sarebbe aspettati, da un Assessore che aveva promosso, pressocchè imposto, il riordino della rete dei laboratori, la difesa del suo operato e la richiesta forte al Ministero di una deroga per la Sicilia proprio in virtù della fase di transizione in corso.
Invece con un apparente inginocchiamento scandaloso, non solo nulla venne fatto, ma quasi si accusarono gli Specialisti di essersi indebitamente appropriati di spettanze non di loro competenza negli anni passati.
E per non lasciare dubbi sul loro vero intendimento, cioè distruggere il settore, con una protervia ed una supponenza incredibile l’Assessorato emanò un decreto, il 170 del 2013, che, riprendendo alcune pretese sentenze di TAR e CGA, intimava ed intima agli Specialisti la restituzione di circa il 40% del fatturato prodotto dal 2007 al 2013 !
Mentre queste vicende trovavano svolgimento cresceva e si consolidava una ulteriore situazione che nel tempo si sarebbe rivelata dannosissima per il settore dei laboratori di Analisi: la VEQ.
Una questione quest’ultima che è assolutamente dimostrativa del fatto che chi ci gestisce e con noi gestisce le nostre vite e quelle di chi da noi dipende, non ha assolutamente idea di cosa gestisce, non conosce il buon senso e, probabilmente forse neppure il codice penale.
La situazione ad oggi è assolutamente sospesa !
Grazie all’impegno di alcune Organizzazioni di Categoria, che attraverso i loro legali sono riusciti ad evitare che le questioni più spinose prendessero una piega definitivamente sfavorevole, ma ciò non ha prodotto la definitiva chiusura delle vertenze in corso.
C’è bisogno della forza d’urto della intera Categoria a supporto della azione sindacale.
E questa forza d’urto deve dimostrarsi a partire da domani a Caltanissetta dove verranno proposte e messe a punto le iniziative da porre in essere per riaprire la trattativa e chiuderla una volta per tutte a nostro favore.
C’è bisogno di una Categoria cosciente che ci si sta giocando il tutto per tutto e che bisogna ribaltare un ambiente che ci è sfavorevole a tutti i livelli.
Ognuno di noi deve chiedersi se è più il caso di concedere amicizia e benevolenza a chi non ci è amico, oppure se non sia il caso di fare sentire forte la propria voce in difesa della sua dignità non solo professionale, ma anche umana, oggi messa anch’essa in discussione.
Chi interloquisce con noi deve capire che parla con gente che nel bene e nel male ha per decenni garantito il funzionamento di un sistema indispensabile alla vita sociale della società; ha garantito e garantisce decine di migliaia di posti di lavoro, garantendo il sostentamento ad altrettante decine di migliaia di famiglie. E se non lo capisce allora faremo tutto ciò che lecitamente andrà fatto per farglielo capire !
E perchè ciò avvenga, domani compattamente tutti a Caltanissetta alle 16 all’hotel San Michele per programmare una azione una volta per tutte incisiva e decisiva e per far prevalere la ragione sulla prevaricazione, il diritto sul delitto, il legittimo diritto di chi lavora sulla assurda pretesa di vorrebbe coprire i propri errori con un GENOCIDIO !

A seguire una proposta di percorso da condividere ed integrare con quelle delle altre Organizzazioni e da sottoporre al dibattito in assemblea:

1) Ripristino del tavolo di contrattazione generale e dei tavoli di Branca per il triennio 2015 – 2018

2) Contrattazione 2015 pluriennale (almeno 3 anni) con previsione all’interno dei contratti degli adeguamenti tariffari ex L. 311/2008 (biennale) ed ISTAT (annuale)

3) Ristrutturazione della tariffa Balduzzi per il biennio 2013, 2014 e decorrenza 1 gennaio 2015

4) Sospensione di ogni procedura di recupero somme ex D.A. 170/2013 e verifica condivisa dei dati di contabilità prodotti dalle AA.SS.PP e dei criteri seguiti

5) Veq sugli analiti a campione in modo da testare tutte le tipologie di esami eseguiti (e non tutti gli analiti), con costi a carico del CRQ . Istituzione di un tavolo paritetico regionale per il monitoraggio e il controllo sul pubblico e sul privato.

6) Sospensione dell’obbligo del raggiungimento delle soglie di prestazioni (100.000 e 200.000) ed insediamento di un tavolo tecnico per la revisione dell’intera materia delle aggregazioni di strutture, a partire da soglie di prestazioni ancorate alla analisi dei costi standard delle strutture e, comunque, non superiori alle 50.000 prestazioni e dai seguenti principi normativi:
Permanenza del codice regionale e della autorizzazione sanitaria in capo alla struttura che si aggrega
Possibilità di aggregazione in forme associative senza personalità giuridica
Individuazione di un percorso agevolato di trasformazione in forma associativa senza personalità giuridica per le strutture attualmente “costrette” ad aggregazioni in forma societaria.
Service libero tra le strutture secondo regole condivise, con assegnazione della prestazione in capo alla struttura cui accede il Paziente
Revisione dei requisiti minimi di accreditamento ispirata a realizzare effettiva qualità senza appesantimenti iniqui ed inutili dei costi di gestione

7) Definizione competenza in materia controlli dei requisiti di accreditamento in capo al DASOE sia per il pubblico che per il privato, per porre fine alla attuale conflittualità delle AA.SS.PP., le quali operano in condizioni di controllori, controllati e pagatori delle prestazioni erogate dagli ambulatori interni.

8) Unificazione gestione (amministrativa e di controllo della attività) della Specialistica Accreditata Esterna ed Internada parte delle AA.SS.PP. in unica Unità Operativa Semplice all’interno dei Dipartimenti di competenza.