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INTERROGAZIONE CIRIELLI SUL TARIFFARIO NAZIONALE

RICEVIAMO DAL DOTT. ERMANNO CALCATELLI, PRESIDENTE DELL’ORDINE NAZIONALE DEI BIOLOGI E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11237
presentato da
CIRIELLI Edmondo
testo di
Giovedì 27 aprile 2017, seduta n. 785
CIRIELLI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:

l’Ordine nazionale dei biologi annovera circa 45.000 professionisti iscritti di cui la maggior parte opera in laboratori di analisi accreditati;
sono attualmente in corso di aggiornamento presso il Ministero della salute le tariffe della specialistica ambulatoriale relative alla branca di patologia clinica;
le proposte tariffarie elaborate dal Ministero della salute, inoltrate alle associazioni di categoria in data 3 aprile 2017, pur avendo carattere provvisorio, appaiono errate nei criteri di formazione e nella determinazione finale;
secondo indiscrezioni trapelate, infatti, il Ministero della salute avrebbe scelto, per la determinazione delle nuove tariffe, un campione di soli 4 grandi laboratori pubblici localizzati in sole due regioni, Emilia-Romagna e Veneto, senza tenere conto che i laboratori di riferimento per l’analisi dei costi dovrebbero essere soprattutto i laboratori privati accreditati con un volume di produzione pari a circa 200.000 prestazioni annue, in sintonia con i criteri di cui all’Accordo Stato-regioni del 23 marzo 2011;
di regola, per ciascuna prestazione, i dati si riferiscono mediamente ad un paio dei suddetti laboratori e presentano considerevoli oscillazioni tra di loro a riprova dell’assoluta inattendibilità dei dati ricevuti ed utilizzati, mentre non sarebbero stati acquisiti i dati di costo di nessun laboratorio privato accreditato, in spregio alle disposizioni del decreto legislativo n. 502 del 1992;
le nuove proposte tariffarie sono così basse, inferiori addirittura ai costi vivi (talvolta, al costo del solo reagente) e a quelle già poco remunerative previste dal decreto ministeriale 18 ottobre 2012 («tariffario Balduzzi»), che rischiano di non consentire lo svolgimento della professione di biologo all’interno di un laboratorio di analisi privato accreditato;
sia il TAR Lazio che il Consiglio di Stato, rigettando i precedenti ricorsi avverso il decreto ministeriale 18 ottobre 2012, con i quali era stata soprattutto contestata la mancanza di un’adeguata istruttoria che tenesse conto dei costi delle strutture private accreditate con dati rappresentativi di tutte le realtà regionali, si erano pronunciati respingendo i ricorsi soltanto per l’eccezionalità della misura e la temporaneità della stessa (il decreto ministeriale 18 ottobre 2012 aveva validità originariamente fino al 31 dicembre 2014);
la nuova proposta ministeriale conterrebbe un’ulteriore ed assurda decurtazione media del 30 per cento rispetto alle già basse tariffe di cui al decreto ministeriale 18 ottobre 2012 e dall’applicazione di questo tariffario si rischia la chiusura immediata dei laboratori privati accreditati e la produzione di ingenti perdite di esercizio da parte dei laboratori pubblici, con l’impossibilità di erogare i livelli essenziali di assistenza e l’aumento del disavanzo regionale –:
se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e se il Ministro interrogato non intenda rivedere i criteri di riferimento e le linee di indirizzo per la determinazione delle nuove tariffe, utilizzando dati effettivamente rappresentativi di tutte le realtà ambulatoriali e tenendo conto degli effettivi costi che gli operatori del settore si trovano a dover affrontare nell’espletamento dell’attività professionale;
se non intenda, nel formulare la proposta definitiva del nuovo tariffario, tenere nella dovuta considerazione la tutela dei piccoli e medi laboratori che, alla luce delle proposte attualmente in elaborazione, si vedrebbero costretti a dover dismettere la loro attività favorendo di conseguenza gravi speculazioni a favore delle grandi strutture e delle multinazionali che di fatto già stanno finalizzando in tal senso le loro iniziative, usufruendo di normative a carattere regionale che penalizzano fortemente quei biologi che operano con grande professionalità anche in quelle piccole strutture che rappresentano un rassicurante punto di riferimento, in particolare nelle realtà territoriali meno grandi. (5-11237)

ESITO DELLA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 21 APRILE 2017: IL TAR APRE ALLE FORME ASSOCIAZIONISTICHE

ALLEGATO: ordinanza-n-02915_2016-reg-reale-e-c-ti

Il TAR, ai soli fini cautelari, non ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’urgenza per l’adozione della misura cautelare in quanto ha ritenuto congruo il termine di 6 mesi concesso per l’aggregazione.
Tuttavia va rilevato che il Giudice amministrativo non si è espresso sulle altre doglianze relative ai molteplici profili di illegittimità del decreto, il cui esame – data la complessità delle censure - è stato rimandato all’udienza di merito .
Peraltro, si riscontra positivamente che la stessa ordinanza ha interpretato la normativa assessoriale in modo da ammettere implicitamente la possibilità dei laboratori di realizzare forme di aggregazione che consentano di mantenere la loro piena autonomia ed individualità, indicando, a tal fine, esemplificativamente , quale strumento per fare ciò l’istituto delle ATI

TAR PALERMO, SENTENZ0 1124-2017 – VITTORIA DELL’SBV, CON0DANNATO L’ASSESSORATO: IL RICORSO RIGUARDAVA L’INGERENZA ILLECITA DELL’ASSESSORATO SULLA PRESCRIZIONE DI PRIMA E SECONDA VISITA DA PARTE DEL MEDICO PRESCRITTORE.

COMUNICATO STAMPA SBV

Catania, 21 aprile 2017

ENNESIMA RIPROVA DELLA PERSECUZIONE CHE IL DIRIGENTE BUFFA ESERCITA NEI CONFRONTI DEGLI SPECIALISTI ACCREDITATI ESTERNI – ENNESIMA RICHIESTA AL SIG. ASSESSORE DI REVOCARE L’INCARICO AL SIG. BUFFA PER INCOMPETENZA

CON Sentenza n. 01124/2017 REG.PROV.COLL./N. 02087/2016 REG.RIC. del TAR Palermo vengono annullate le Circolari 50519/2016 e 61447/2016 a firma dei Dirigenti S. Buffa, G. Reale, G. Chiaro per:

“ violazione dell’art. 32 Cost., del Codice di deontologia medica: artt. 3, 4, 13 e 26 – violazione e falsa applicazione della legge 833/78 e del decreto Ministro della Salute del 9.12.2015 – violazione e falsa applicazione della circolare ministeriale n. 3012 del 25/03/2016 – Violazione e falsa applicazione del D.A. della Salute della Regione Siciliana n. 75 del 20.01.2016 e della legge della Regione Sicilia 5/2009 – Eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento di potere e per disparità di trattamento –eccesso di potere per difetto e falsità dei presupposti. Illogicità ed irrazionalità”

Il ricorso riguardava l’ingerenza illecita dell’Assessorato sulla prescrizione di prima e seconda visita.

Così i Giudici si sono espressi:

Nel merito, il ricorso è fondato.

Sotto tale profilo, deve osservarsi che un principio cardine dell’esercizio dell’attività medica è quello della responsabilità diretta del professionista per il trattamento terapeutico adottato nei confronti del paziente secondo scienza e coscienza

Libertà di scelta e conseguente responsabilità, i quali sono strumentali alla concreta attuazione dell’art. 32 della Costituzione, il quale riconosce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e dell’art. 33, co. 1, della stessa Carta fondamentale, da cui deriva il principio di libertà dell’operato del medico… trova un riscontro anche a livello comunitario, in quanto la Corte di Giustizia,… ha affermato … il primato del medico nella scelta della cura.

In definitiva, il medico prescrittore rimane responsabile in prima persona, a livello deontologico e giuridico, di ogni atto prescrittivo:

Ne consegue che eventuali direttive dell’Amministrazione, per quanto ispirate anche al perseguimento di obiettivi di contenimento della spesa pubblica, non possono indirettamente comprimere la sfera di autonomia medica.

L’Assessorato non può …..fornire indicazioni vincolanti in ordine al contenuto della prescrizione medica specialistica, dovendo rimanere in capo al medico la possibilità di prescrivere la prima visita specialistica …. e tanto, sia a tutela del medico ma, soprattutto, a tutela della salute dello stesso paziente.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla le Circolari 50519/2016 e 61447/2016 e gli atti impugnati secondo quanto precisato in motivazione.

PER QUANTO TEMPO ANCORA DOVREMO SOPPORTARE L’INCOMPETENZA DIRIGENZIALE DELL’AREA 4 NELLA PERSONA DEL SIG. BUFFA CHE PER L’ENNESIMA VOLTA HA MESSO IN CATTIVA LUCE L’ASSESSORATO ALLA SALUTE FACENDOGLI PERDERE L’ENNESIMO RICORSO PROMOSSO CONTRO GLI SPECIALISTI DEL TERRITORIO E FACENDO CONDANARE L’ASSESSORATO, SINORA, AL PAGAMENTO DI CIRCA 10.000 EURO DA RIFONDERE ALL’SBV?

REITERIAMO FERMAMENTE LA REVOCA DEL SUO INCARICO PER INCOMPETENZA

LETTERA DEL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI BIOLOGI AL MINISTERO DELLA SALUTE IN MERITO AL NUOVO TARIFFARIO

Ministero della Salute
Direzione generale della programmazione sanitaria
Alla c.a. del
- Direttore Generale
Dott. Andrea Urbani
Email: a.urbani@sanita.it
Email: dp.segreteria@sanita.it

- E del Direttore Ufficio 4
Dott.ssa Stefania Garassino
E-mail: s.garassino@sanita.it
PEC: dgprog@postacert.sanita.it

Roma, 19 aprile 2017
Oggetto: Nuovo tariffario per le prestazioni di analisi di laboratorio: Individuazione di altre strutture private per la rilevazione dei costi delle prestazioni ambulatoriali.

Egregio Direttore Generale, gentile Direttore,
Vi scrivo nuovamente in qualità di Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, visto che molti Biologi lavorano nei laboratori di analisi privati accreditati e sono molto preoccupati per le loro future prospettive lavorative.
Ciò premesso, è noto allo scrivente Ordine che sono in corso di aggiornamento le tariffe della specialistica ambulatoriale relative alla branche dei laboratori di analisi, le cui proposte tariffarie ministeriali, inoltrate alle associazioni di categoria in data 03 aprile 2017, appaiono errate nei criteri di formazione e nella determinazione provvisoria.
Infatti si è a conoscenza che il Ministero della Salute avrebbe scelto inizialmente, per la determinazione delle nuove tariffe, un campione di soli 4 grandi laboratori pubblici (i più grandi d’Italia) localizzati in soltanto 2 Regioni (Emilia-Romagna e Veneto), senza tenere conto che i laboratori di riferimento per l’analisi dei costi, da cui devono derivare le tariffe, dovrebbero essere i laboratori privati accreditati con un volume di produzione pari a circa 200.000 prestazioni annue, in sintonia con i criteri di cui all’Accordo Stato-Regioni del 23/03/2011.
Le nuove proposte tariffarie sono così basse, inferiori spesso addirittura ai costi vivi, che non permetterebbero lo svolgimento della professione di biologo all’interno di un laboratorio di analisi privato accreditato.
Quindi, visto l’impatto così forte delle tariffe per lo svolgimento della professione di biologo, ritengo che ai fini della tutela del titolo professionale e del decoro dei biologi, l’Ordine Nazionale dei Biologi, dovrebbe essere convocato, al fine di potere formulare le proprie osservazioni, alle prossime riunioni di consultazione delle proposte tariffarie.
In questo contesto si è a conoscenza che di recente, con la vostra nota prot. DGPROGS 0011954-P-14/04/2017, vi è stata un’apertura alle numerose istanze pervenutevi e le Associazioni di categoria sono state invitate ad individuare per ciascuna associazione:
 Un’ulteriore struttura di laboratorio privata con volumi tra 500.000 e 1.000.000 di prestazioni annue, che faccia soltanto attività di laboratorio;
 Un’ulteriore struttura ambulatoriale extra-ospedaliera con volumi di laboratorio maggiori o uguali a 200.000 prestazioni annue.
Ad avviso dello scrivente Ordine la scelta di un’ulteriore struttura di laboratorio privata con volumi tra 500.000 e 1.000.000 di prestazioni annue, che faccia soltanto attività di laboratorio, appare tuttavia in contrasto con i criteri di cui all’Accordo Stato-Regioni del 23/03/2011. Se infatti in sede di Accordo Stato-Regioni è stata individuata come “soglia” minima di prestazioni per una struttura di laboratorio il volume di 200.000 prestazioni annue, non si capisce perché al momento di determinare i costi (ai fini del calcolo delle tariffe) si debba fare riferimento ad una struttura di laboratorio molto più grande con volumi tra 500.000 e 1.000.000 di prestazioni annue.
Peraltro le strutture private sopra la soglia delle 500.000 prestazioni sono veramente poche in ogni regione d’Italia e non sono certamente rappresentative dell’insieme dei laboratori privati accreditati.
Invito quindi il Ministero della Salute a convocare l’Ordine Nazionale dei Biologi nelle prossime riunioni sulle tariffe dei laboratori e, in ogni caso, a prendere come riferimento per la determinazione delle tariffe i laboratori privati accreditati che si trovano con un volume di produzione pari o appena sopra le 200.000 prestazioni annue.
In attesa di un riscontro alla presente Vi porgo distinti saluti.
Dott. Ermanno Calcatelli