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I DIFFICILI RAPPORTI (inspiegabili) TRA LA CATEGORIA DEGLI SPECIALISTI ACCREDITATI ESTERNI E L^ASSESSORE GUCCIARDI CON IL SUO STAFF – TUTTO QUESTO A DANNO DEI SICILIANI

a quanto approfondito puntualmente da Salvo Gibiino e sotto riportato un personalissimo e sommesso commento:

“ESTIKATZI !!!”

I RECORD DELL’ASSESSORE GUCCIARDI, DEL DIRETTORE CHIARO E DEL Dr. BUFFA

non si comprende perché hanno deciso di distruggere 1.700 strutture convenzionate, far licenziare 20.000 siciliani e ridurre l’assistenza sanitaria specialistica territoriale.

Se sommassimo i ricorsi presentati negli ultimi 10 anni dai Sindacati di Categoria non potremmo mai raggiungere il numero di quelli che siamo stati costretti a presentare nell’ultimo anno a seguito del difficile rapporto voluto inspiegabilmente dall’Assessore Guicciardi e dai suoi più stretti collaboratori il Dr. Chiaro Direttore Generale ed il Dr. Buffa dell’Area 4.

Ricorsi che hanno visto, il più delle volte soccombere l’Assessorato anche con la condanna al pagamento delle spese legali.

Perché tanto astio verso i convenzionati esterni?

Forse perché costiamo due terzi meno del pubblico per erogare la stessa prestazione e rappresentiamo un cattivo termine di paragone?

Forse perché abbiamo chiesto (con accesso agli atti) di spiegarci e documentarci come mai il pubblico a gestione privata (cioè noi) esegue l’85% delle prestazioni specialistiche sul territorio ad un costo di 420 milioni di euro ed il pubblico a gestione assessoriale esegue il restante 15% ad un costo di 750 milioni di euro?

Forse perché abbiamo “osato” chiedere di conoscere i “veri fabbisogni di salute dei cittadini siciliani”, con la richiesta di accesso ai flussi della specialistica pubblico-privata (protetti da P.W.) pubblicati sul sito www.rssalute.it. Accesso negato in dispregio ed in inosservanza del d.lgs n. 33 del 2013 (Trasparenza della Pubblica Amministrazione)?

Riportiamo solo alcuni esempi della cattiva sanità che l’Assessorato, con i suoi atti, quotidianamente dispensa ai siciliani (non ci permettiamo di definirla malasanità perché a quanto pare questa parola dà fastidio):

ANNO 2015

1) ORDINANZA TAR Palermo n.945 del 09-09-2015 – Condannato l’Assessorato anche alle spese legali – Annullate incompatibilità degli esami ecocardiaci. Con questa norma l’Area 4 aveva privato i cittadini ad eseguire contemporaneamente l’ecocoardio e l’ecocolordoppler cardiaco contravvenendo alle stesse Linee Guida emanate da altra Area sempre dell’Assessorato.

2) ORDINANZA CGA n.770/2015 del 17/12/2015 – Condannato l’Assessorato in quanto si opponeva, inutilmente, alla Ordinanza n. 945.

3) GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA al TAR del 20/04/2016, promosso da SBV avverso il non aggiornamento del sito www.rssalute.it in osservanza alle precedenti ordinanze TAR 945 e CGA 770. Segue difesa dell’Avvocatura dello Stato che si scusa di questa “mera dimenticanza” per non aver aggiornato il sito. Peccato che l’Assessorato aveva ricevuto diverse PEC di diffida.

4) SEGNALAZIONE ALL’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, Ufficio Trasparenza del 1 maggio 2016 riguardo la segnalazione di fatti da cui potrebbe evincersi inosservanza del d lgs n. 33 del 2013 per non aver aggiornato il catalogo delle prestazioni rifiutandosi di togliere la incompatibilità sugli esami ecocardiaci ed inoltre non aver aggiornato il sito www.rssalute.it

5) IMMEDIATO AGGIORNAMENTO a seguito della segnalazione all’ANAC del sito www.rssalute l’8/05/2016 e immediata (si fa per dire, dopo 8 mesi) ripubblicazione del Catalogo tariffario togliendo le incompatibilità negli esami ecocardiaci grazie anche alla presentazione del già detto Giudizio di ottemperanza.

6) RICORSO AL TAR PRESENTATO DA SBV il 23/03/2016 avverso le disposizioni dell’Area 4 (Dr. Buffa) riguardo le regole sulla prescrivibilità da parte del Medico di Medicina Generale della 1° o 2° visita specialistica (quest’ultima, a detta della circolare, da eseguire in modo parziale ed incompleto se riferentesi ad un “problema noto”). Si riportano le disposizioni dell’Area 4: “si esegue sempre una seconda visita indipendentemente dal tempo trascorso dalla prima”, cioè, a dir loro, anche dopo 20 anni e questo, secondo il Dr. Buffa in ossequio ad un parere reso dal Ministero della Salute. Peccato che il parere viene riportato dall’Area 4 incompleto, dato che per altra “mera dimenticanza” scordano di trascriverlo nella sua interezza, infatti così continuava: “la seconda visita cessa con la conclusione dell’iter diagnostico-terapeutico che ha prodotto la prima visita” cioè dopo qualche settimana e non dopo 20 anni.

7) SUCCESSIVA ORDINANZA TAR PA n. 586 del 12/05/2016 che, pur non riconoscendo il periculum in mora, quindi rinviando la causa nel merito, leggendo le memorie presentate dall’Avvocatura dello Stato in difesa dell’Assessorato si ribadisce che “un precedente referto/relazione relativo allo stesso problema clinico orienta il Medico di Medicina Generale verso una seconda visita”. Quindi si confermano indirettamente le nostre tesi e si conferma che l’Assessorato non può interferire sulla discrezionalità del Medico di Medicina Generale nel decidere di prescrivere una prima visita anche quando vi è un “problema noto”. Terminologia (problema noto) non medica e di oscuro significato. Infatti prendendo come esempio il “problema noto quale edema agli arti inferiori” esso potrebbe essere oggi una insufficienza venosa, domani una embolia polmonare, o dopodomani una rottura valvolare, o tra qualche mese uno scompenso cardiaco. Ben si comprende come il paziente debba essere sempre visitato in modo completo eseguendo quasi sempre una 1° visita. Grazie al Sindacato SBV, si chiarirà definitivamente, entrando nel merito, la incompetenza dell’Area 4 nell’entrare nella sfera diagnostico-terapeutica del medico sia prescrittore che esecutore della prestazione.

8) PRONUNCIAMENTO DEL TAR CATANIA, A FAVORE DEI LABORATORI DI ANALISI, SUL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELLE STRUTTURE “ORDINATO” DAL CRQ. N. 00363/2016 REG.PROV.CAU., N. 00123/2016 REG.RIC.

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia,-dei Decreti del Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale della Salute – Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico Area Interdipartimentale 5, del 28/12/2015 nn. 2372 – 2339 – 2375 – 2359 – 2363 – 2351 – 2374 – 2340 – 2350 – 2367 – 2370 – 2369 – 2341 – 2371 – 2342 – 2347 – 2355 – 2348 – 2346 – 2368 – 2344 – riguardanti la sospensione del rapporto di accreditamento istituzionale a laboratori analisi cliniche e batteriologiche;-ove occorra, dell’art. 5 del D.A. n° 463/2003;

9) ORDINANZA-TAR-n.-588-2016-TARIFFE, che blocca i recuperi da parte della Regione nei confronti dei convenzionati esterni. Recuperi che avrebbero fatto fallire 400 strutture convenzionate con il conseguente licenziamento di circa 10.000 addetti e, soprattutto, facendo scomparire in tutto il territorio regionale i laboratori di analisi e, di conseguenza, creando grave disagio agli utenti.

10) ED ANCORA OLTRE 300 RICORSI PRESENTATI AL TAR a maggio da parte di tutti gli aderenti alle Organizzazioni Sindacali, avverso l’assegnazione del budget 2015 a marzo-aprile 2016, in dispregio alla normativa nazionale e regionale vigente e dopo aver eseguito le prestazioni.

11) ED ANCORA OLTRE 50 RICORSI PRESENTATI AL PRESIDENTE DELLA REGIONE contro l’assegnazione dei budget 2015 nei contratti firmati a marzo 2016, contravvenendo al verbale sottoscritto tra l’Assessore Guicciardi e le OO.SS. ove in prima persona e sottoscrivendolo si impegnava a non ridurre i budget oltre l’1%. Promessa disattesa in quanto si sono raggiunte riduzioni, a posteriori, di anche il 30%.

ANNO 2016

PRONTI PIU’ DI 1.000 RICORSI AL TAR PERCHE’:

1) NEL BILANCIO PREVISIONALE 2016 l’Assessorato stanzia per il nostro comparto altri 30 milioni di euro in meno ciò si tradurrà in una riduzione dei singoli budget di oltre il 10% rispetto ai già ridotti budget del 2015.

2) TUTTO CIO’ E’ INSPIEGABILE IN QUANTO L’ACCORDO STATO-REGIONI 2016 a cui è seguito il riparto del Fondo Sanitario Regionale assegna alla Sicilia ed alla Specialistica del Territorio lo 0,3% in più passando da una assegnazione del 13% del 2015 al 13,30% del 2016. Per i non addetti ai lavori circa 30 milioni di euro che sommati ai 30 milioni che ingistificatamente ci vengono sottratti dal bilancio previsionale ammonteranno ad una riduzione di oltre 60 milioni di euro (budget ridotto del 20%).

3) NELL’ASSEGNAZIONE DEL FONDO SANITARIO 2016 ALLA REGIONE SICILIA VIENE ANCHE ASSEGNATO IL 5% ALLA PREVENZIONE sempre, per i non addetti ai lavori ben 450 milioni di euro che non comprendiamo come vengono impiegati, sicuramente non in prevenzione, stante la lettura degli allegati qui prodotti.

TUTTO QUESTO, a prescindere dal dato economico, SI TRADURRA’:

a) IN UN SOTTOFINANZIAMENTO DEI LEA,

b) IN UNA RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI AI SICILIANI,

c) IN UN AUMENTO DEI RICOVERI,

d) IN UN AUMENTO DELLE PATOLOGIE E DELLE LORO COMPLICANZE.

Non sono nostre paturnie sono tutte considerazioni condivise dagli Ordini dei Medici, dall’ex Ministro Sirchia e da tutti i Sindacati anche quelli confederali.

FORSE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI CAMBIARE LO STAFF?

E TUTTO QUESTO IN MENO DI UN ANNO, COMPLIMENTI ALLO STAFF DELL’ASSESSORE.

AD MAIORA.

SICURAMENTE ANCHE L’ORDINE DEI MEDICI DI PALERMO ED IL SUO PRESIDENTE IL COLLEGA TOTI AMATO DOVRA’ CHIEDERE SCUSA ALL^ASSESSORE


DOCUMENTI E COMUNICATI | 10/05/2016 |

Ordine medici Palermo, diritto salute negato da scelte politiche
•ADNKronos Salute
•9 Mag 2016

Roma, 9 mag.(AdnKronos Salute) – “Scelte politiche, programmazione e organizzazione non adeguate dei servizi sanitari, e non concertate con le categorie professionali coinvolte, hanno messo in discussione il diritto alla tutela della salute, determinando disparità sociali sempre più evidenti e profonde che danneggiano il benessere delle persone, compromettendone anche la dignità. In Sicilia questo è accaduto più che altrove”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, durante il seminario ”Curiamo la sanità”, che si è svolto all’ex Real Fonderia di Palermo.

“I dati dell’Ocse parlano chiaro, in Italia l’aspettativa di vita in buona salute per la popolazione sopra i 65 anni è una delle più basse tra i Paesi più industrializzati, sotto la media nella prevenzione e negli standard di assistenza. Secondo il Censis, almeno un componente del 41% delle famiglie italiane ha rinunciato alle cure necessarie per ragioni economiche o per le lunghe liste di attesa del Ssn”, si legge in una nota.

”In generale – ha sottolineato Amato – è peggiorata la qualità della vita, che va di pari passo con la speranza di vita. Così come l’aspettativa di vita va di pari passo con le disuguaglianze dei territori più poveri, ci si cura di meno e si muore di più. In Sicilia, l’aspettativa è crollata più che nelle altre regioni: quattro anni in meno rispetto a chi vive nelle Marche o in Trentino. Sui temi più cruciali della nostra sanità sarebbe stato opportuno mettere in campo programmi condivisi con il governo regionale, ma nonostante le sollecitazioni, è mancata qualsiasi tipo di relazione tra la stessa presidenza della Regione e l’Ordine dei medici”.

Categoria: Sicilia

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