-

SUSSURI E GRIDA

Leggo senza alcuno stupore la reazione virulenta di alcuni colleghi rispetto alle mie dichiarazioni, riportate dalla stampa, in occasione della kermesse nazionale del M5S del 24 e 25 settembre scorsi.
Una virulenza accecante, visto che non si sono accorti come, dalla lettura degli articoli si evinca chiaramente che le dichiarazioni sono state fatte dal presidente del CITDS e non dal “Capo della Categoria”.
Al massimo ho cercato di dare l’immagine dello stato d’animo di grossa parte degli Specialisti Ambulatoriali Esterni esprimendo una analisi assolutamente personale che non coinvolgeva altre Organizzazioni né i loro vertici, liberi di pensarla come ritengono opportuno, essendo chi scrive assolutamente convinto che la diversità di pensiero rappresenti un patrimonio inestimabile e perciò degno di un doveroso e massimo rispetto.
Pertanto in ossequio al principio di “nessuno tocchi Caino”, mi trovo nella posizione di difendere il pensiero libero dei Rappresentanti delle altre Organizzazioni sindacali, non foss’altro che per un fatto affettivo, visto che molti di loro negli ultimi 20 anni sono stati seduti nei tavoli di trattativa insieme a me, dialogando con lo stesso Totò Cuffaro con cui dialogavo io.
Altri attuali “Leader” non sedevano a quei tavoli perché allora da me rappresentati, in quanto iscritti al CITDS.
Quindi, così come nel passato non mi sono mai permesso di opporre critiche personali ed acide neppure sui Sindacalisti che addirittura si sono candidati in partiti istituzionali, rischiando di cadere nella contraddizione di essere al contempo rappresentanti di parte e di controparte, oggi rivendico il diritto di avere un pensiero diverso da quello di altri, così come rivendico per altri il diritto di avere un pensiero diverso dal mio.
Il pensiero diverso dei miei Colleghi rispetto al mio lo difendo con forza e, laddove invece offensivo e triviale, lo compatisco e, cristianamente, lo perdòno.
Inoltre risulta dagli stessi organi di stampa che si sono occupati della kermesse pentastellata che altri “leader” dei laboratori di analisi si sono presentati al Foro Italico pregando i giornalisti di non pubblicare i loro nomi. Io personalmente non li ho visti, ma sono rimasto al Foro Italico soltanto due o tre ore.
Tutto quanto detto e scritto sugli organi di stampa ed a me attribuito, lo confermo parola per parola, non avendo alcun bisogno di ribadire che rappresenta ciò che penso e, è mia convinzione, ciò che pensa una buona parte degli Specialisti di Territorio, oggi massacrati da una insensata politica sanitaria sia nazionale che regionale ed ostaggio di una burocrazia opprimente e troppo spesso incompetente, che si abbatte giornalmente sulle strutture e sui professionisti con una presenza tale da impedire loro il sereno svolgimento del lavoro.
Il tutto in un sistema che sembra obbedire a logiche finanziarie e lobbistiche anziché a logiche di tutela della salute del Cittadino e di sana economia, secondo una strategia di contemporaneo innalzamento surrettizio e sproporzionato dei costi di gestione delle Strutture, di contrazione oltre ogni ragionevolezza delle remunerazioni e di limitazione illogica dell’accesso dei pazienti alle prestazioni.
Un sistema non in grado di stabilire neppure i fabbisogni reali dei Pazienti; un sistema in cui la prevenzione è quasi inesistente ed assolutamente episodica, utile soltanto al pavoneggiamento sui mass media di qualche politico attento più alla propria rielezione che alle vicende della Salute Pubblica.
Di queste cose credo che tutti gli Operatori della Sanità, ma soprattutto i Cittadini ed i Pazienti, siano stanchi.
E credo che proprio per il rispetto verso i Pazienti e i Cittadini chi ha la possibilità fare sentire la propria voce, debba prendere posizioni forti e non accontentarsi di “mancette” più o meno preelettorali, che non fanno altro che aggravare il problema senza nemmeno rinviarlo, visto che, allo stato della situazione attuale nessuna “mancetta potrebbe sanare il disastro subìto.
Noi, ed ora si parlo come Categoria, siamo qui per pretendere che si riscrivano le norme in base ad un progetto certo di sistema di Sanità Pubblica, di cui noi siamo stati, siamo e dobbiamo continuare ad essere parte importante, all’interno del quale chi ha diritto ad esistere non venga tenuto con l’acqua alla gola col solo obbligo di credere ed obbedire ma non con il diritto di combattere !
Perché ciò accada dobbiamo impedire il prevalere di logiche di mercato che ci trasformino in soggetti finanziari attraverso esasperate concentrazioni che più che di prestazioni sembrano essere di capitali.
Questa è la battaglia da combattere, non quella di imporre o farsi imporre il pensiero unico universale.
E questa è la battaglia che combatto da 20 anni per il rispetto che ho sempre avuto per gli Specialisti, per le loro strutture e per i sacrifici che ogni giorno fanno per tirare avanti, nella speranza di riuscire a migliorare le condizioni in cui operano.
Tutto il resto, scusatemi, è fuffa!

Categoria: Sicilia

La tua email non sarà visibile. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*