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SOSPENSIONE D.A. 1874/2016 (ACCORPAMENTI) COME FUNZIONA LA TUTELA CAUTELARE NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

L’unico organo legittimato dall’ordinamento vigente a sospendere definitivamente (cioè fino alla sentenza di merito) un provvedimento amministrativo è (in 1°grado) il TAR in composizione collegiale (3 giudici), in Camera di Consiglio con provvedimento denominato “Ordinanza” (e non il Presidente della Sezione del TAR con provvedimento denominato “decreto” pronunciato “inaudita altera parte”).
L’art.56 del codice del processo amministrativo consente al ricorrente “prima della trattazione della domanda cautelare da parte del Collegio, in caso di estrema gravità ed urgenza tale da non consentire la dilazione fino alla data della camera di consiglio …di chiedere al presidente del tribunale…di disporre misure cautelari PROVVISORIE” (il c.d. decreto monocratico); ed aggiunge “il decreto…è efficace sino a detta camera di consiglio. Il decreto perde efficacia se il collegio non provvede sulla domanda cautelare nella camera di consiglio” .
Questo significa che:
1) i decreti cautelarti concessi dal Presidente del TAR sono provvedimenti dotati di efficacia temporanea, in cui viene valutato solo il fattore dell’urgenza, e la cui unica funzione è quella di permettere al ricorrente di giungere “indenne” alla prima Camera di consiglio (in cui si deciderà definitivamente sulla sospensione);
2) i decreti cautelarti concessi dal Presidente del TAR (sia di accoglimento che di rigetto) vanno SEMPRE sottoposti al giudizio del Collegio che nella prima Camera di Consiglio utile deciderà se confermarli o revocarli con ORDINANZA;

3) l’Ordinanza cautelare (statuizione dal Collegio) è, dunque, l’unico provvedimento che può definitivamente sospendere l’esecuzione del provvedimento, con efficacia ex tunc (cioè fin dalla sua adozione); tant’è che soltanto con l’Ordinanza cautelare (si ripete, unico provvedimento idoneo a definire la fase cautelare) il TAR si pronuncia sulla spese del giudizio.

Ora, calando il delineato quadro normativo nel contesto della attuale vicenda sugli accorpamenti, è un dato di fatto incontrovertibile che le prime Ordinanze cautelari del TAR Palermo che hanno sospeso definitivamente il D.A.1874 sono state le Ordinanze n.1362 e 1363 del 2016 pronunciate nella Camera di Consiglio del 6 dicembre 2016 , in accoglimento dei ricorsi proposti dagli Avv.ti Prof. Salvatore, Tommaso e Giuseppina Pensabene Lionti (non essendosi prima di allora svolta alcuna precedente Camera di consiglio collegiale).
In altri termini soltanto dal 6 dicembre 2016, in forza delle ricordate Ordinanze nn.1362 e 1363 ottenute dallo Studio Pensabene Lionti, è stato possibile affermare con certezza che il D.A. fosse stato definitivamente sospeso.
Infatti, solo successivamente al 6 dicembre (quando il D.An.1874 era già definitivamente sospeso) si sono svolte le ulteriori Camere di consiglio in cui il TAR ha dovuto decidere se confermare o meno i PROVVISORI DECRETI MONOCRATICI adottati dal Presidente di Sezione sulla base di tutti gli altri ricorsi proposti avverso il suddetto provvedimento assessoriale .
Quanto detto risulta, infatti, dichiarato inequivocamente proprio dal TAR che nelle Ordinanza con cui ha confermato i suindicati decreti ha concesso la definitiva sospensione precisando espressamente: «come già rilevato dalla Sezione (v.ordinanze n.1362/2016 e n.1363/2016)»(cfr. testo Ordinanze n.7/2017 e n.8/2017), facendo, dunque, correttamente esclusivo riferimento alle Ordinanze, le prime appunto, ottenute dallo Studio Pensabene Lionti.

Categoria: Sicilia

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