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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE CAMERA DEI DEPUTATI DEL MOVIMENTO 5 STELLE SULLE TARIFFE DEI LABORATORI

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/11312
Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 792 del 09/05/2017
Firmatari
Primo firmatario: DI VITA GIULIA
Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO
Data firma: 09/05/2017
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GIORDANO SILVIA
MOVIMENTO 5 STELLE 09/05/2017
LOREFICE MARIALUCIA
MOVIMENTO 5 STELLE 09/05/2017

Commissione assegnataria
Commissione: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Destinatari

Ministero destinatario:
• MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 09/05/2017
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 09/05/2017
Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-11312
presentato da
DI VITA Giulia
testo di
Martedì 9 maggio 2017, seduta n. 792
DI VITA, SILVIA GIORDANO e LOREFICE. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
il nuovo nomenclatore dell’assistenza specialistica ambulatoriale (allegato 4 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017) provvede all’aggiornamento del nomenclatore disciplinato dal decreto ministeriale 22 luglio 1996;
la revisione tariffaria nasce dall’approvazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza che tutte le regioni devono garantire ai propri cittadini. In questi, infatti, sono stati introdotti nuovi esami, per i quali deve essere ovviamente previsto un prezzo;
affinché le nuove prestazioni specialistiche possano essere erogate effettivamente, è necessario attendere la pubblicazione delle tariffe – in via di definizione in questi giorni da parte di commissione permanente di esperti del Ministero della salute – da corrispondere per queste prestazioni agli erogatori sia pubblici (aziende sanitarie e ospedaliere, aziende ospedaliero-universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici) che privati equiparati o accreditati (istituti di ricovero e cura a carattere scientifico privati, ospedali religiosi, ambulatori e laboratori, aziende ortopediche e altro);
si segnala in proposito la protesta recentemente accesasi in merito alla prima bozza, circolata in questi giorni tra gli addetti ai lavori, delle tariffe stabilite per le citate prestazioni, il cui ammontare è stato ritenuto troppo basso se confrontato con il dato medio nazionale (rif. Repubblica.it, Nuove tariffe per gli esami, i laboratori insorgono: «Così chiudiamo»);
una conferma di tale prima elaborazione di prezzi – è stato lamentato – comporterebbe la chiusura centinaia di laboratori di analisi in tutta Italia con conseguente licenziamento di tantissimi lavoratori, agevolando invece le grandi aziende (come ad esempio la Synlab, multinazionale degli esami di laboratorio) a discapito delle realtà territoriali più a contatto il paziente;
il presidente dell’ordine dei biologi, Ermanno Calcatelli, ha dichiarato che le tariffe subiranno un taglio del 20 per cento insostenibile rispetto ai costi effettivamente sostenuti per l’acquisto dei reattivi utilizzati;
Federlab ha rilevato invece che, in base a quanto riferito dai funzionari ministeriali, il nuovo nomenclatore tariffario sarebbe stato elaborato prendendo come riferimento i costi di quattro strutture pubbliche, delle sole regioni Emilia e Veneto, i cui volumi di prestazioni vanno da 5 a 11 milioni di esami all’anno. Tali strutture – secondo l’associazione – non sarebbero assolutamente rappresentative del comparto dei laboratori accreditati dal momento che esistono centri molto più piccoli, che eseguono 2 o 300 mila esami l’anno e non possono contare sulle economie di scala possibili in contesti più grandi, anche in considerazione delle soglia minima di efficienza prevista dall’accordo tra lo Stato e le regioni del 23 marzo 2011;
in proposito uno studio del CEIS sulla diffusione e sull’ampiezza delle strutture di laboratorio rileva invece da tempo un trend di progressiva riduzione delle strutture operanti sul territorio, iniziato già dal 2004, cui si aggiunge una riduzione delle «dimensioni» medie delle stesse, attribuibile ad una riduzione complessiva dei volumi di attività, registrando oltretutto un sensibile gap tra Nord e Sud Italia: nel 2007 il bacino di utenza medio degli ambulatori e laboratori è stato pari a 6.070 abitanti per struttura, con al Nord di 8.239 abitanti per struttura, al Sud di 4.221 e al Centro di 5.479. Sicilia, Campania e Calabria sono state le regioni con il bacino medio di utenza inferiore –:
per quali ragioni la bozza del nuovo nomenclatore tariffario sia stata elaborata prendendo come riferimento i soli costi di strutture i cui volumi di prestazioni vanno da 5 a 11 milioni di esami all’anno, senza considerare invece il forte dislivello dei prezzi a livello regionale;
se non ritenga che l’adozione di questo nuovo tariffario, sulla base della prima bozza elaborata, possa effettivamente determinare la chiusura di numerosi i laboratori d’analisi, con un negativo impatto assistenziale, occupazionale ed imprenditoriale;
se intenda assumere iniziative per modificare la bozza delle nuove tariffe, in con il confronto con le varie parti interessate, e in che modo. (5-11312)

Categoria: Sicilia

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