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pronti ad impugnare il decreto budget 2017 , lettera del CITDS all’Assessore

Preg.mo Assessore alla Salute della Regione Sicilia
Dott. Avv. Ruggero Razza

Gentile Assessore,

sento il bisogno, sia personalmente, che a nome di quei Professionisti e di quelle Strutture che mi accordano la loro fiducia, di trasmetterle oltre che il benvenuto, anche alcune impressioni e considerazioni a cui vorrei che Lei prestasse qualche attenzione.
Il settore rappresentato dal CITDS, che io cerco di rappresentare degnamente da quasi 25 anni, è quello della Medicina Specialistica Accreditata Esterna.
La cosiddetta Specialistica Esterna di Territorio.
Da più di 10 anni sentiamo tutti i rappresentanti politici che si avvicendano nei posti di responsabilità diretta insegnarci dottamente che il problema fondamentale non è la Salute Pubblica, ma la Spesa Sanitaria.
Per questo da anni tutto l’impegno della burocrazia (uso volutamente il carattere minuscolo) è concentrato sulla ricerca di meccanismi di contenimento della spesa certamente originali, ma altrettanto certamente deleteri per i Cittadini ed i Pazienti.
Quello che appare con chiarezza è che il lavoro che viene svolto sia stato e sia, noi sosteniamo involontariamente, quello di trovare il modo di ridurre la spesa salvaguardando i privilegi e gli “amici”.
Ce ne sono alcuni che qualunque sia il governo sono sempre “amici” e quindi si ritrovano negli anni ad avere benefici anche in tempi di tagli e di “lacrime e sangue”,
Ce ne sono altri che anche quando sono “amici”, proprio perché amici devono subire in silenzio devastanti operazioni a loro danno, senza profferir parola, a meno che non vogliano tirarsi addosso le ire del manovratore di turno.
E che questi ultimi siano anche loro “amici” lo testimoniano le belle parole con cui le Istituzioni, dall’Assessore di turno alla Commissione Sanità, si esprimono.
Uno di questi amici del secondo tipo è certamente la Specialistica Accreditata Esterna !
Per questa viene sempre sbandierata la indispensabilità, la capacità di fare risparmiare il sistema e tante altre amenità, come quella che per risparmiare va eliminato l’utilizzo improprio degli Ospedali e va spostata verso il Territorio una gran mole di prestazioni oggi impropriamente effettuate in Ospedale.
Basta la lettura dei meri numeri per rendersi conto del fatto che, almeno in Sicilia, sia avvenuto e continui ad avvenire esattamente il contrario.
In effetti la Specialistica di Territorio a causa del cosiddetto “Piano di Rientro”, passa da una dotazione finanziaria di 436 mln di euro del 2007 a 270 mln del 2008, fino ai 278 mln del 2016 ed ai 269 circa di oggi.
269 mln dovuti alla “premialità” inventata da una burocrazia (uso volutamente il carattere minuscolo) che non sapeva più cosa inventarsi per danneggiare le Strutture più deboli, ma, paradossalmente più capillarizzate sul territorio e più capaci di dare Sanità diffusa.
La premialità così congegnata altro non è che un metodo Robin Hood alla rovescia in cui si toglie ai poveri per dare ai ricchi.
In ogni caso non ricordo che quando mio padre intendeva premiarmi, per esempio dandomi 1000 lire, i soldi li rubasse dalla borsetta di mia sorella !
Forse è questione di abitudini familiari !
Anzi certamente è così, anche perché sennò si potrebbe pensare che vi sia in atto una strategia per ridurre drasticamente le Strutture (o meglio le ragioni sociali) operanti sul territorio per concentrarne la gestione, compresa quella finanziaria, a pochi gruppi di potere, magari con la copertura di qualche multinazionale o struttura simile.
E siccome è lungi da noi tale pensiero, non ipotizziamo neppure che la contemporaneità tra il progressivo abbattimento delle dotazioni finanziarie alle Strutture e l’incessante aumento dei costi di gestione indotto da normative che sembrano “ad hoc” create, accoppiato ad una patologica ed ossessiva intensificazione dei controlli alle Strutture ( proprio su tutte ? ) che ha prodotto e continua a produrre una massa altrettanto patologica di sanzioni a carico delle stesse, sia dovuta ad un piano preordinato per creare surrettiziamente condizioni favorevoli a qualcuno e sfavorevoli ad altri.
Così come non pensiamo che, a dispetto di evidenze di illegalità e di illegittimità, alcune delle quali sanzionate dai Tribunali Amministrativi, il continuare a girarsi dall’altro lato o a chiudere gli occhi su quanto avviene dentro ed intorno al CRQ, sia dovuto a malafede, ma soltanto ad incapacità, mancata conoscenza del Sistema che si governa, condita con abbondate dose di supponenza.
Non si spiegherebbe altrimenti “l’inquacchio” combinato con il DA 2777/2017 (Coluccellum).
Un atto che avrebbe dovuto semplicemente ratificare il lavoro svolto nel 2017 dalle Strutture, visto che alla data della “contrattazione” (si fa per dire) le Strutture avevano già reso le prestazioni “al buio”, si è trasformato nel goffo tentativo di operare una ulteriore indebita appropriazione di prestazioni rese per conto del SSR., prendendo ad alibi un parere (sottolineiamo PARERE) della Autorità Garante della Concorrenza, operativo, sembra, soltanto in Sicilia.
A ciò va aggiunto il modo “scomposto” e frettoloso con cui si è messa a punto la “griglia” dei punti premiali e la sua applicazione pratica.
Non intendo dilungarmi su questo perchè basta quanto già scritto dalla ASP di Palermo per fare capire che, non noi Specialisti, ma le AA.SS.PP. che devono eseguire i dettami del DA sono in difficoltà gravissime, non essendovi procedure chiare per dare esecuzione alla premialità ed inoltre si rischia di bloccare le remunerazioni alle Strutture a tempo indeterminato.
Una sola domanda intendo porre.
La detrazione del 3% è un prelievo “una tantum”, o va ad incrementare la base budget di partenza per il 2018 per le strutture che vengono premiate e lo va a decrementare per quelle che non lo prendono ?
Siamo certi che Lei, Assessore, presterà la dovuta attenzione ad un problema che oltre che mettere a rischio la esistenza delle Strutture degli Operatori che in esse lavorano e dei Dipendenti, mette a rischio la tenuta del sistema e, certamente involontariamente, obbedisce alla logica della concentrazione di potere e risorse finanziarie in mano e pochi.
Noi guardiamo con molta speranza al fatto che un nuovo Assessore possa dare un grande segnale di discontinuità rispetto al recente e meno recente passato, dimostrando che in Sicilia sia ancora possibile che la Sanità guardi al Paziente ed alle sue sacrosante esigenze e non a gruppi di potere, a funzionari in carriera, a carriere di funzionari, a clientele, alla creazione di Enti dannosi ed inutilmente costosi.
Dimostrando anche che soltanto così si possono garantire servizi seri e risparmiare anche.
Per questi motivi il CITDS è pronto a dare la più ampia chiara collaborazione, qualora quanto detto sopra rientri nelle logiche di questa dirigenza politica ed amministrativa dell’Assessorato della Salute.
Per quanto detto sopra si chiede un incontro urgente per approfondire le problematiche segnalate e, nelle more della soluzione dei problemi, si chiede di fermare le attività ad esse connesse.
Si coglie l’occasione per inviare distinti saluti.

Palermo lì 23 febbraio 2018

Il Presidente
Domenico Marasà

Categoria: Sicilia

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