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BULLI E PUPE

La narrazione che segue è certamente il segno del tragico declino qualitativo di una parte dell’apparato burocratico regionale, purtroppo di vertice.
Il giorno 13 febbraio 2019, a seguito di una richiesta di convocazione ufficiale inoltrata da LAISAN, FEDERBIOLOGI e CITDS, con il Dott. Cinardo ed il Dott. Miraglia ci eravamo recati in Assessorato per l’incontro.
Assente il Dott. Miraglia per motivi importanti relativi alla sua attività di Vice Presidente dell’Ordine dei Biologi, alle ore 12.00, siamo stati accolti dal Gentilissimo Dott. Liberti, che ci ha indicato di andare al 5° per incontrare l’ing. mario la rocca, in sostituzione dell’Assessore, a Roma per impegni istituzionali.
La sua Segretaria ci ha comunicato che l’incontro si sarebbe tenuto al terzo piano, nella stanza dell’Assessore.
Arrivati sul posto, siamo stati accolti da un imbarazzato Funzionario che ha dato accesso al rappresentante dalla LAISAN, dott. Cinardo, mentre ha impedito al sottoscritto, rappresentante del CITDS, firmataria della richiesta di incontro, di accedere, adducendo come motivazione che tanto gli era stato imposto di fare dall’ingegnere la rocca e, che, di conseguenza avrei dovuto attendere, continuando la anticamera.
Chiaramente non ho fatto “l’anticamera”, né ho atteso oltre e sono andato via.
Ritengo che tale comportamento del la rocca, decisamente poco istituzionale, oltreché poco urbano, sia stato dettato, da una parte dalla preoccupazione di dovere affrontare il confronto con un interlocutore che, probabilmente, lo avrebbe messo in difficoltà, dall’altra dalla scarsa conoscenza delle regole non scritte e scritte che sovrintendono ai rapporti istituzionali ed in ultimo, probabilmente dalla scarsissima coscienza e considerazione del ruolo che egli riveste al quinto piano ( e non al terzo dove riceve in assenza dell’Assessore) di Piazza Ottavio Ziino ( c’è del “freudiano” in questo? ).
Ruolo che non discende, come forse pensa il la rocca, dalla nomina regalatagli dal Vassallo di un re, che di lui farebbe un Valvassore, magari messo lì a proteggere qualche Valvassino/a ed a vessare i Servi della Gleba.
Ruolo che invece discende, e qualcuno dovrebbe informarlo di ciò, dal fatto che un popolo ha eletto un Presidente della Regione votandolo.
Questo Presidente della Regione ha nominato una Giunta di Governo ed in questa un Assessore alla Sanità.
Questa Giunta di Governo ha nominato i Dirigenti Regionali, tra cui il la rocca, inviandolo non allo Sport, in quanto “esperto” di tennis, ma alla Sanità in quanto esperto……. .
Non certo di modi e di “Bon Ton” Istituzionale.
Pertanto, mentre sul piano personale il fatto successo non mi ha destato alcuna impressione (ormai lo scadimento di livello qualitativo di certa dirigenza dell’Assessorato è un fatto talmente consolidato che ci si potrebbe stupire soltanto se in quei posti di vertice si incontrasse gente competente ed umanamente dotata), sul piano di rappresentante di una Categoria, quella degli Specialisti Accreditati, la cosa non può non indignare, quanto meno per il fatto che tale comportamento da bambinone capriccioso, si sia tradotto in una offesa, da parte delle Istituzioni , dal la rocca rappresentate, alla Categoria che in quel momento, anche se certamente indegnamente, il sottoscritto rappresentava.
Io non conosco i motivi di tale comportamento, anche perché non ho mai avuto la ventura di confrontarmi con il Dirigente del Dipartimento di Pianificazione Strategica ing. la rocca, a causa del fatto che, fino ad oggi, non è stato presente ad alcuna delle occasioni in cui la Categoria è stata convocata in Assessorato.
Potrei avere urtato indirettamente la suscettibilità del la rocca con qualche pregiudiziale presentata in sede di contrattazione o con qualche mio scritto sul sito del sindacato.
Ma siccome non mi sembra di avere detto cose non vere e, soprattutto, non mi sembra di avere mai attaccato personalmente il soggetto in questione sul piano personale, semmai nella qualità e per come svolge la sua funzione, dovrei ritenere che si sia trattato della reazione stizzosa ed immatura di una persona che non ha chiara la differenza tra come ci si comporti in un PUB al di fuori del ruolo istituzionale e come ci si debba invece comportare in un’Assessorato in cui si assolve ad una funzione alta ed al di sopra delle parti.
Certo, capisco che sia più semplice incontrare altre tipologie di sindacalisti (semmai esistano), non dico più “proni”, magari più disponibili ad assecondare i “desiderata”.
Purtroppo il sottoscritto, certamente per malformazione genetica, ai 90° preferisce i 180° e questo, capisco perfettamente, puo risultare scomodo in un confronto sindacale ed innervosire l’interlocutore, soprattutto se quest’ultimo è poco avvezzo al dibattito con contraddittorio e se chi lo contraddice osa, magari, permettersi di contraddirlo con ragione.
Il rifiuto di interlocuzione con un rappresentante sindacale, comunque motivato, rappresenta sempre una offesa alla Categoria che egli rappresenta, oltre che un comportamento antisindacale perseguibile per legge.
Per questa offesa alla Categoria, soltanto per questo, il la rocca non può pensare che quanto successo passi inosservato!
Ed inosservato non passerà, perché se ciò succedesse, chiunque si sentirebbe in diritto di rifarlo, magari con altri, continuando ad offendere la Categoria, nella convinzione di rimanere impunito e di potere continuare ad operare come se fosse a casa sua, o, peggio ancora, a trattare la Cosa Pubblica come un fatto privato in cui il “Deus ex machina” di turno decida unilateralmente cosa fare e con chi farlo.
E non è un caso che certi comportamenti vengano attuati anche nelle periferie (ASP), in cui spesso ci si trova di fronte ad uno strapotere di funzionari e di distretti che , incapaci di operare serenamente e rispettosamente, coprono la loro inadeguatezza e la loro incompetenza praticando vero e proprio “bullismo” nei confronti degli operatori.
Prendono esempio dai vertici, il cui comportamento, anziché essere deterrente rispetto a certi atteggiamenti ed a certi comportamenti, diviene abilitante rispetto agli stessi.
Pertanto, siccome sono convinto che di questa vicenda e di altre ben più sostanziali, l’Assessore sia stato tenuto all’oscuro, è mia intenzione scrivergli una lettera circostanziata su quanto accaduto in questi mesi, al fine di chiarire una volta per tutte certi comportamenti e i motivi che li generano, che più si va avanti più appaiono chiari e preoccupanti e per chiedere una sede di confronto vera, in sua costante presenza, con attori di parte Pubblica in grado di affrontare i problemi e non con soggetti oltraggiosamente prevenuti ed interessati a tutt’altro e non al funzionamento della sanità siciliana e, men che meno, alla salute dei Cittadini Siciliani, come appaiono gli attuali.
Voglio infine tranquillizzare l’ing. la rocca.
Il suo comportamento probabilmente voleva essere punitivo.
Si tranquillizzi non lo è stato.
Il suo comportamento al massimo può essere stato penoso !!!
Punizione per me poteva essere quella di doverlo incontrare ed il dovere ascoltare magari qualche dotta disquisizione sul nulla in Sanità.
Il non avermi incontrato comunque lo avvantaggia, perché semmai in futuro dovessimo incontrarci in sede istituzionale, si potrà preparare adeguatamente sulla materia sanitaria ed eviterà così di avere timore di incontrare i suoi interlocutori istituzionali.

Categoria: Sicilia

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