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Articolo de “LA REPUBBLICA” SULLA DIFFIDA DEL COORDINAMENTO INTERSINDACALE DELLA MEDICINA SPECIALISTICA DI TERRITORIO

di Giusi Spica

14 GENNAIO 2021

Laboratori e specialisti convenzionati contro la Regione: “Vaccinateci o vi denunciamo”

Gli specialisti convenzionati e i laboratori d’analisi diffidano ufficialmente la Regione e annunciano azioni legali
Lamentano di essere stati esclusi dalle categorie prioritarie, nonostante siano “in prima fila per la salute dei pazienti” e “in spregio alle indicazioni ministeriali”. Tagliati fuori dalla fase 1 delle vaccinazioni anti-Covid, come lo erano stati nella prima ondata per la distribuzione dei dispositivi di protezione da parte della Regione. Gli specialisti convenzionati e i laboratori d’analisi diffidano ufficialmente la Regione e annunciano azioni legali.
Una protesta scattata dopo la circolare della Regione che chiarisce l’ordine di priorità delle categorie da vaccinare entro marzo, inserendo gli odontoiatri – inizialmente esclusi dal target dei 141mila – e gli operatori dei laboratori d’analisi convenzionati, ma solo quelli attrezzati per ” processare” i tamponi molecolari, una trentina in Sicilia. “In questo momento – spiega Domenico Marasà, del coordinamento intersindacale Medicina specialistica del territorio – vengono vaccinati solo medici delle strutture convenzionate, ma non il resto del personale che è a stretto contatto con il paziente». In Sicilia sono 1.800 le strutture convenzionate, fra cui 650 laboratori e punti di prelievo. In campo ci sono 12mila operatori (4mila solo nei laboratori). “La specialistica convenzionata – dice Marasà – garantisce il 70 per cento di tutte le prestazioni ambulatoriali regionali. Non vaccinare questo personale significa esporre a un rischio di contagi pazienti e operatori”.
Nella diffida inviata formalmente al presidente della Regione, all’assessore, al presidente della commissione Salute all’Ars e a tutti i gruppi parlamentari di Sala d’Ercole, gli specialisti accreditati (medici cardiologi, ortopedici, fisiatri, neurologi, psichiatri, ginecologi radiologi , oculisti, endocrinologi , urologi, otorino- laringoiatri, biologi, odontoiatri, infermieri, fisioterapisti, logopedisti , tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio ad altri ancora) denunciano che “pur occupandosi ogni giorno di curare tutti i pazienti che soffrono perché affetti da molteplici patologie e che oggi stentano ad essere curati a causa dell’impegno delle strutture smbulatoriali dipendenti dalle Asp e dalle Aziende ospedaliere sul fronte del Covid-19, quando non addirittura chiuse, la categoria viene costantemente offesa e danneggiata dai comportamenti, spesso tradotti in atti, dei dirigenti dell’assessorato alla Salute”.
Sotto accusa ci sono in particolare i direttori dei due dipartimenti dell’assessorato, Maria Letizia Diliberti e Mario La Rocca, accusati di averli esclusi da ogni tavolo di confronto e di decisione, nonostante le ripetute richieste di convocazione da parte delle organnizzazioni sindacali: “In apparente risposta – accusa l’intersindacale – viene emanata dalla dottoressa in Economia e commercio, Maria Letizia Di Liberti, una circolare con cui si invia alle Asp ed ai soggetti responsabili la scheda di prenotazione delle vaccinazioni anti Covid-19, da cui, naturalmente, vengono escluse le strutture specialistiche accreditate e gli operatori che in esse, a stretto contatto con i Pazienti, operano”. Secondo i sindacati “in aperto spregio rispetto al Piano strategico di vaccinazione emanato dalla presidenza del consiglio dei ministri, dal ministero della Sanità con la collaborazione ed il supporto della Agenas”.
“Per quanto riguarda le strutture specialistiche ambulatoriali accreditate – continua la diffida -gli unici a potere fruire del vaccino sono i medici specialisti “come se le altre professionalità (infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia …etc, etc,), che operano con continuità a contatto stretto col Paziente non fossero necessitanti di vaccinazione alla stessa stregua dei Medici Specialisti”. Una discriminazione, insistono i denuncianti: “Di fatto un tecnico di radiologia, di laboratorio, un fisioterapista, per il dipartimento Attività sanitarie corre meno rischi di un operatore di cucina, delle pulizie o di un giardiniere”.
Strali anche verso Mario La Rocca, autore di una circolare in cui invita il commissario per l’emergenza Covid a sottoporre a test sierologico chi deve vaccinarsi: “Premesso che la metodica proposta, come già precedentemente segnalato dalle scriventi, è una metodica qualitativa e quindi non in grado di quantificare il corredo anticorpale – sottolineano i convenzionati – sarebbe utile che il commissario per la Emergenza Covi-19, che legge per conoscenza, si attivasse per verificare quanto meno la quantità disponibile e la scadenza dei kit in possesso del Crq (il laboratorio dove vengono conservati n.d.r.), onde evitare di vincolare la vaccinazione ad operazioni preventive non realizzabili”.
Per questo e altri motivi indicati nella diffida i laboratori chiedono di ritirare i provvedimenti e di essere convocati. “Una ulteriore mancata immediata risposta – è l’avvertimento finale – comporterà il necessario ricorso delle scriventi alle autorità competenti”.

Categoria: Sicilia

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